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Argomenti:     Natura & Ambiente (48)  
Tags:    Felicità     Natura     Turismo
 
michil Giovedì, 1 Ottobre 2015

Il viaggio non é la meta

È stata una bella estate. Giornate calde, lunghe, luminose. L’estate in montagna, fatta di una luce immobile, di remoto stupore. Poi è arrivata anche la pioggia; aiuta le piante a vivere: le rinfresca, le accarezza donando gocce perlate di vigore. Eppure non sempre riusciamo a coglierne la bellezza.
Il viaggio non é la meta
 
 
 
Che importa se ci si bagna? Di cosa abbiamo paura? Della pioggia che ruba il sole e rende la terra scoperta, umida, viscida? La pioggia può essere una grande occasione. Basta saperla cogliere e allontanarsi per un attimo dalle nostre autoimposte certezze.
Hanno sofferto gli abeti, e anche i cirmoli hanno dei rami gialli. Dopo tanto sole, tutto ha bisogno di acqua. Anche i nostri ospiti il primo giorno di pioggia sembravano contenti, ‘così possiamo riposare’. Il secondo poi iniziavano a scricchiolare, sotto i colpi di una noia che non sembravano sapere governare. Bisogna fare qualcosa, presto, prima che i pensieri, le ansie, la paura di rimanere fermi mettano a nudo l’incapacità di guardare dentro se stessi. E allora c’era chi prendeva la macchina e andava a Cortina: ‘ma quanto traffico, però…’. Oppure a Innsbruck: ’ma quanta gente, però…’. E allora andava bene anche Monaco: ‘che viaggio lungo, però…’. 
A volte mi chiedo se esista solo la macchina per noi umani. L’auto per fuggire lontano e ritrovarsi intrappolati perché tutti hanno avuto lo stesso pensiero. E stupirsi di ciò. E mi vengono in mente le parole di Seneca: ‘È lo spirito che deve mutare, non il cielo sotto cui vivi’. Scendere dall’auto, entrare in un bosco. Semplice. La pioggia è meravigliosa. La selva umida e intrisa di pioggia è un incanto. Ogni odore si accentua, la vegetazione pulsa, anche i rami contorti ammiccano a qualcosa, rauchi sospiri pregni di segatura. Il porcino che solleva la testa. Il profilo del formicaio che cambia forma. Sculture vegetali di un mondo a parte, parallelo, eppure più vicino a noi di quanto possiamo immaginare.
Il viaggio non è la meta. Non è una collezione di francobolli, di stemmi, di stellette da appuntare nei nostri personalissimi ricordi. Il viaggio siamo noi, che possiamo aprire o chiudere gli occhi. A volte ho come l’impressione che alcune persone riescano ad ammazzare la bellezza di un viaggio mentre lo stanno vivendo. Il bosco è qui, in tutta la sua maestosa compostezza. I prati in alto sono qui, erba bagnata che s’inchina alle nuvole. I Monti Pallidi che si colorano di nero, minacciosi. 
Che importa se ci si bagna? Di cosa abbiamo paura? Della pioggia che ruba il sole e rende la terra scoperta, umida, viscida? La pioggia può essere una grande occasione. Basta saperla cogliere e allontanarsi per un attimo dalle nostre autoimposte certezze. Per ridiventare compagni di noi stessi, per ritrovare un bel sollievo sotto quelle nubi basse. Per riprendere in mano una bella occasione tutta da vivere. Per ridiventare bambini, meravigliandoci con stupore di fronte al paesaggio bagnato; “there is no bad weather, just the wrong gear”, non esiste il brutto tempo, soltanto l’equipaggiamento sbagliato. I nostri sensi hanno bisogno di pluralità per ravvivarsi. 
Noi imprenditori turistici abbiamo una grande responsabilità: fare scoprire ai nostri ospiti che il mondo si può vedere con occhi nuovi, che per catturare emozioni vere occorrono sensi desti e che intorno a noi è pieno di bellezze nascoste. E iniziare noi stessi a godere di queste giornate.
È arrivato l’autunno, i suoi colori accesi, l’aria fresca, il cielo azzurro come non mai. Sono felice. Ora inizia a piovere. Non sono previsti temporali, e allora me ne andrò sul Col Alto a bagnare i miei pensieri di sogni più grandi.

Michil Costa
 
 
 
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