Estate
C’era una volta una valle paludosa. Era incolta quella natura, impervia, inospitale. Bellissima e brutale. Sembravano cani rabbiosi quei fiumi, là, nella valle. Arrivò l’uomo; costruì argini e bonificò. Lui, per vivere, con la natura doveva conviverci; doveroso il matrimonio, difficile.
Mi sembra che sia stato un gallo cedrone a cantare. Vivo tutt’attorno come un giardino, non più come quell’incolta terra che con amore o con forza, con rispetto o con violenza, la mano umana doveva trasformare.
Vivo e mi sento vivo. Nelle Dolomiti. Posso viverle con amore. Devo con rispetto.
È proprio estate; ho voglia di incantarmi davanti al contadino che falcia l’erba; ho voglia di chinarmi fino a terra per bere l’acqua dalle sue viscere. Ho voglia di passeggiare scalzo sulla rugiada mattutina cogliendone l’energia; mi sento inebriato dai miei stessi passi, ubriaco di natura; e del nostro matrimonio non posso che dire: sono felice.
Mi sembra che sia stato un gallo cedrone a cantare. Vivo tutt’attorno come un giardino, non più come quell’incolta terra che con amore o con forza, con rispetto o con violenza, la mano umana doveva trasformare.
Vivo e mi sento vivo. Nelle Dolomiti. Posso viverle con amore. Devo con rispetto.
È proprio estate; ho voglia di incantarmi davanti al contadino che falcia l’erba; ho voglia di chinarmi fino a terra per bere l’acqua dalle sue viscere. Ho voglia di passeggiare scalzo sulla rugiada mattutina cogliendone l’energia; mi sento inebriato dai miei stessi passi, ubriaco di natura; e del nostro matrimonio non posso che dire: sono felice.



















str. Col Alt 105 - 39033 Corvara (BZ)