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Argomenti:     Avvenimenti & Celebrazioni (31)  
Tags:    Famiglia Costa
 
michil Mercoledì, 1 Febbraio 2017

Magia

Gentili ospiti, ho da raccontarvi una storia favolosa. Una di quelle storie che fioriscono improvvisamente come un temporale d’estate. Dal sole alla pioggia in un batter di ciglia.
Magia
 
 
 
E mentre un giovane Ernesto decide che mai e poi mai lascerà questi posti se non per brevi vacanze, Anni per molto tempo continuerà a pensare alle acque benedette della grande piscina termale di Bagno Vignoni.
Ascoltate: ci sono due giovani e belle ragazze toscane, piene di vita, appassionate di arrampicate, frequentano questi monti. Gli autoctoni dolomitici si fanno in quattro per accompagnarle, sono gli anni ruggenti, quegli anni Sessanta pieni di vita e speranze e storie d’amore che non vogliono limitarsi a quel vecchio detto tirolese: “ladini sposate ladini”. In mezzo a quel nugolo d’intraprendenti giovanotti locali c’è anche Ernesto, mio papà. Idraulico d’estate e maestro di sci tutto sorrisi d’inverno: il lavoro permette a lui e ai suoi compari di vivere in spensieratezza la gioventù, di guadagnare due soldi in un luogo che fino a pochi anni prima conosceva la povertà. La prima motocicletta, i vestiti alla moda, avventure che vanno e vengono; poi però quell'antiquato detto dei buoi e donne dei paesi tuoi fa presa anche su Ernesto. Conosce mia madre, si sposano, aprono La Perla: la nonna cucina, mamma fa di tutto; da subito funziona molto bene, sono pieni di energia, papà rimane un vero anfitrione; canta e intrattiene il pubblico nel nostro Club 44, un posto di tendenza, con l’irresistibile Gegè di Giacomo alla batteria e Nino Benvenuti tra i tanti ospiti. Un locale notturno che viaggia a mille. E anche loro viaggiano spesso. È il periodo nel quale Anni ed Ernesto vanno spesso a Montalcino e dintorni, hanno amici lì, a papà piace il vino buono; visitano Bagno Vignoni; hanno mille idee, la stagione a Corvara è corta, troppo corta: sognano di continuare la loro storia imprenditoriale in Toscana. E mentre un giovane Ernesto decide che mai e poi mai lascerà questi posti se non per brevi vacanze, Anni per molto tempo continuerà a pensare alle acque benedette della grande piscina termale di Bagno Vignoni. A volte preferiamo girare al largo da cose e persone sconosciute per timore, pudore, non conoscenza. O perché non ci sentiamo all'altezza, o perché gli anni passano. Altre volte nella storia accadono fatti che lì per lì sembra non abbiano particolare significato e invece a lungo andare si dimostrano come elementi decisivi, segni premonitori di qualcosa che verrà. E poi un bell'intreccio è fatto anche di analogie, affinità fra i protagonisti, casualità che si rispecchiano. Ora il discorso si farebbe troppo lungo e porterebbe lontano, perciò rimaniamo più vicini e andiamo con ordine. Dicevamo Val d’Orcia: in uno dei lembi più belli d’Italia incontriamo un pezzo di storia che risale alla fine dell’Ottocento, ma che ha nell'anno di grazia 1956 il suo punto cardine preciso. È l’anno in cui l’albergo Posta Marcucci prende le attuali sembianze. Nello stesso anno, nel 1956, nasce qui a Corvara l’albergo che ben conoscete. Coincidenze? A due passi da Bagno Vignoni si trova la località di Santa Caterina. La chiesetta di Corvara è dedicata alla stessa santa. Di fronte al Posta Marcucci c’è il Barrino, locale a due piani con tanta buona musica che un tempo era la vecchia scuola. Di fronte al La Perla non solo c’è il Murin – c’è qualcuno che non lo conosce?- ma anche la nostra vecchia scuola del paese, adesso adibita ad alloggio e in cui io, figlio di Ernesto, ora trovo riposo con mia moglie quando le attività dell’albergo lo permettono. Sono troppe le affinità, innumerevoli i segnali: decidiamo di fare il grande passo. L’albergo Posta, fino a pochi mesi fa dei fratelli Marcucci, nipoti delle vecchie proprietarie, di quelle ragazze che Ernesto portava in montagna, di quelle zie che con amore e personalità crearono quell'atmosfera inequivocabile che piace tanto da nord a sud della penisola, con quel susseguirsi di mobili antichi, quadri belli, oggetti appoggiati con cura, lunghi drappi che disperdendosi nelle ampie sale donano un’aurea nobile alla casa d’ora in poi parlerà ladino. O meglio, un tosco-ladino, perché le radici rimarranno sempre toscane. Ed è così: andiamo in Toscana perché abbiamo voglia di imparare. Come un filo che non si spezza, a partire dall'aprile del 2017 ne prendiamo un capo per portarlo ancora un po’ più in là, senza nulla mutare, solo tramandare: con gioia, tatto, semplicità e rinnovato vigore. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo. Impareremo pensando alle cose belle da fare. Vi piacerà il giardino rinascimentale. Sarete attratti dal vecchio campo di tennis ora rimesso a nuovo, così come il gioco delle bocce. Il Posta Marcucci profuma di casa. Quell'idea bislacca dei miei genitori ora diventa realtà. Non è solo una storia che fiorisce improvvisamente come un temporale d’estate. Quel posto ci ha scelto, come se il destino ci avesse chiamato. E noi continueremo a fare cose belle e a divertirci in quel meraviglioso pezzo di terra, patria di poeti e cantori: la Val d’Orcia Patrimonio dell’Umanità chiama le Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità. Continueremo a testimoniare che le belle cose di un tempo oggi hanno un grande valore. Perché il valore del tempo è inestimabile e sciuparlo, disperderlo, infangarlo, distruggerlo è il peggiore dei peccati che possiamo commettere. Vi aspettiamo in Val d’Orcia, allora: senza perdere tempo, ma con la voglia di ritrovarlo e di goderselo almeno per un po’.

www.postamarcucci.it

michil


 
 
 
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