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Argomenti:     Avvenimenti & Celebrazioni (32)    Casa & La Perla (80)  
Tags:    Famiglia Costa     Natale
 
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Francesco Ricci Giovedì, 18 Dicembre 2014

Lettera di Natale

Cara Casa Perla e gentile famiglia Costa,
il destino ha voluto che c’incontrassimo più di un anno fa. Una bicicletta, ma guarda un po’, e le Dolomiti sono state il pretesto. Le parole, da scrivere, hanno fatto il resto. Raramente ho conosciuto persone così disponibili, affabili, gentili, intelligenti, premurose, educate. Roba d’altri tempi. Dato che per mestiere scrivo e leggere è fonte continua d’ispirazione, invece di redigere in prima persona una lettera come si deve, raccolgo qui e là frammenti di scritti altrui che mi sono particolarmente cari e che ritengo a voi affini. Un gioco, una ricerca - quanto mi piace scartabellare fra le pagine altrui - che è parte di me, nel modo più assoluto. E questa parte di me mi piace metterla lì, sotto un ipotetico albero da non tagliare mai, caso mai da potare ogni tanto, perché cresca bello, sano e forte. 
Lettera di Natale
 
 
 
„Più un gioco che una lettera, una serie di pensieri disordinati raccolti qui e là e dedicati a una famiglia, a una Casa e a tutti i suoi abitanti.„
Andate con lo zaino per il mondo,
voi barbuti dalle spalle larghe,
non ascoltate chi brontola.
Riposate sull’erba, nelle malghe,
nelle coltri di spuma delle spiagge,
nei prati di Umbria-jazz, nelle campagne,
su sacchi a pelo e sconquassate brande.
Mandateli al diavolo i vecchi, fate strage
degli untori, dei maestri di lagne,
dei barbagianni, dei seminatori di grandine.
[Angelo Maria Ripellino, Poesie, Einaudi]

Non c’è motivo per cui il bene non possa trionfare sul male, se solo gli angeli si dessero un’organizzazione ispirata a quella delle mafia.
[Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria, Minimum fax]

Le storie che cercavo, comuni o straordinarie, reali o ideali che fossero, dovevano essere toccate dalla montagna più che abitarla. I loro protagonisti dovevano vivere l’esperienza della rarefazione cui la montagna obbliga l’uomo; rarefazione dell’aria, dei suoni, degli incontri, ma soprattutto del tempo. Perché la montagna ci costringe in primo luogo a prendere atto di questa feroce verità: il tempo esiste, è il centro della nostra vita, ma non è fatto a nostra immagine somiglianza.
[Davide Longo, introduzione a Racconti di montagna, Einaudi]

Capisco istintivamente che senza la bellezza, la vita non varrebbe probabilmente la pena di essere vissuta e che, d’altra parte, un certo tipo di male proviene proprio da un uso orribilmente pervertito della bellezza.
[Francois Cheng, Cinque meditazioni sulla bellezza, Bollati Boringhieri]

Se una popolazione possiede realmente il sentimento del bello, renderà più bella la natura; se, al contrario, la gran massa dell’umanità dovesse rimanere ciò che è oggi, grossolana, egoista e falsa, continuerà a segnare la terra con le sue tristi impronte. Allora il grido di disperazione del poeta diventerebbe verità: ‘Dove fuggire? La natura s’imbruttisce’.
[Elisée Reclus, Storia di una montagna, TARARA’]

Ci si può innamorare
dappertutto
ma dove sei nato
di più.
Quando ha alzato gli occhi
e mi ha detto sì
invece di baciarla
sono stato lì a guardarla.
[Cesare Zavattini, Dove si è nati, in A vrés, Bottazzi]

Vivresti effettivamente come sostieni si dovrebbe vivere?
[Alexander Langer]

Ricordati che la letteratura è la nostra memoria, e leggere significa stabilire un legame con l’umanità che ci ha preceduto, con le passioni e le emozioni, il dolore, la gioia, la speranza, che gli uomini hanno provato nel tempo, da Omero ai giorni nostri. Con quello che hanno sognato e hanno desiderato e che con i libri, nelle forme e nelle lingue loro proprie, ci hanno trasmesso. Emozioni e passioni umane che ci aiutano a restare umani.
[Raffaele La Capria, Esercizi superficiali, Mondadori]

Con affetto e gratitudine, nella speranza che il mondo inizi a girare nel verso giusto prima o poi,
Francesco

Francesco Ricci
 
 
 
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